
E’ stato presentato alla Commissione europea e alla stampa, alla presenza della presidente Ursula Von de Leyen, da Mario Draghi, ex presidente della Banca centrale d’Europa, un documento di 400 pagine sulla competività Ue.
Sono ben 170 le proposte per rilanciare l’Europa, che viaggia verso un futuro molto incerto. Per risolvere buona parte dei problemi occorrerebbero ben 800 miliardi di eura anno . Lo ha spiegato Mario Draghi nel suo lungo rapporto, dove il famoso banchiere descive l’abisso esistente tra il vecchio continente e le grandi potenze, tra cui gli Stati Uniti.
Secondo Draghi c’è bisogno quindi non solo di investimenti straordinari, ma di una netta entrata di capitali privati e pubblici e l’emissione regolare di titoli comuni europei.
Tre i vettori principali del documento c’è il superamento del divario tecnologico dell’Europa con Cina e Stati Uniti in ricerca ed innovazione e la riduzione della burocrazia, un coordinamento tra gli Stati dell’Unione per evitare danni susseguenti dovuti al cambiamento climatico che incida sulla crescita economica, ed una strategia economica tra i paesi affidabili in settori importanti come i semiconduttori.
“Siamo tutti in ansia per il futuro dell’Europa. La mia preoccupazione è che ci potremo trovare improvvisamente poveri e sottomessi ad altri. Con il tempo quindi potremo diventare un posto meno equo, meno sicuro, e che, di conseguenza, saremo meno liberi di scegliere il nostro destino. Affinchè l’Europa rimanga libera, dobbiamo essere più indipendenti. La paralisi non è più sostenibile.” ha detto l’ex banchiere Draghi alla Plenaria del Parlamento europeo.
a cura della Redazione









