14 luglio giornata mondiale degli Squali. Proteggiamoli

Incredibile, il peggior nemico dello squalo è l’uomo. Maltrattato, ucciso spesso senza nessun motivo, decimato anche da fenomeni di inquinamento, distruzione del suo habitat e dalla pesca selvaggia, questo animale è considerato il terrore dei mari e degli oceani.
Le specie minacciate, in via di estinzione sono moltissime.

Tra questi lo spinarolo, lo squalo Volpe, lo squalo grigio, lo zigrino, l’elefante, il Palombo, la Verdesca del nostro Mediterraneo e tanti altri.
Ogni anno si calcola che vengono atrocemente uccisi 80 milioni di squali. Un fenomeno che cresce nel tempo in maniera impressionante.

Nei paesi dell’Asia, lo squalo è molto ricercato ed è fonte alimentare per la zuppa di pinne. Anche nell’Europa e in Italia, a quanto pare, finisce nel piatto degli italiani, inscatolato, sotto nome diverso.

Spesso questi animali finiscono prigionieri nelle reti o nei palangari. Poi una volta catturati ed ormai morti vengono ricettati in mare. Cosa fare quindi? Sensibilizzare il pescatore nella protezione degli animali, anche se queste sembrano nemici e che in effetti non lo sono.

Importante, secondo gli ambientalisti e biologici creare delle aree protette per la riproduzione, alimentazione, aggregazioni e migrazioni. In italia sono state individuate 16 hot spot dalla Liguria allo Stretto di Messina, l’Arcilegago delle Pelagie e la Secca di Levante.

Nel mare Adriatico troviamo 6 Isra, aree riproduttive per quattro specie tra cui squalo grigio e Verdesca. In Sicilia, aree Isra proteggono invece lo squalo bianco, il mako, il grigio, l’aquila di mare. In Liguria e in Sardegna nord- orientale particolare attenzione va rivolta agli squali che si incontrano lungo il percorso come lo squalo elefante e la mobula.

L. R.

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