Ce n’è voluto di tempo. Si è concluso tragicamente il caso sulla morte della donna uccisa a Milano, in un’abitazione in via Adolf Wildt due mesi fa nella notte tra il 12 e 13 gennaio scorso.
Il decesso della donna non è stato causato da una caduta, ma da soffocamento. Colpevole è il figlio. Il risultato inquietante arriva dalle indagini eseguite sul corpo della vittima e dai controlli effettuati su un bonifico della donna, dal quale l’uomo, che si trovava in chiara difficoltà economica, ha tratto beneficio, prelevando all’insaputa della madre e manovre losche, la somma di 30 mila euro.
In un primo momento cioè immediatamente dopo la morte della madre, il figlio aveva raccontato alla polizia che la mamma, che soffriva di dolori in tutto corpo, era morta per una caduta accidentale. Versione che poi non è risultata veritiera dopo i lunghi e accurati controlli eseguiti dagli investigatori.
Per l’uomo l’accusa è di omicidio volontario e maltrattamenti, a partire da quelle violenze che putroppo la donna subiva da tempo dal figlio incosciente e senza cuore.
a cura della redazione








