La morte di Ramy, aperta un’inchiesta verità

La verità sulla morte di Ramy, il giovane 19enne che ha perso la vita cadendo da un motorino per fuggire ad una pattuglia di Carabineri a fine novembre a Milano,  sta per venire a galla.  Da un  video diffuso pubblicamente dalla telecamera del Comune sistemata in strada e della dashcam di un’ altra delle vetture dei Carabinieri all’inseguimento della moto si vedono e si ascoltano parole allucinanti.

Il filmato  mostra chiaramente che il mezzo delle due ruote sul quale viaggiavano i due ragazzi, è finito giù, nei pressi del palazzo di Giustizia, dopo un continuo e veloce inseguimento per 8 chilometri, durato ben 20 minuti, ma durante l’inseguimento  è allucinante quello che si dicono i carabinieri tra loro “Buttalo giù” Uno di loro dice. “Chiudilo che cade”.  “Vaf…. non è caduto” sono alcune botta e risposta via radio.

Il filmato poi mostra due Carabinieri che si avvicinano ad un testimone che ha filmato l’incidente chiedendogli di cancellare il video.

Sulla vicenda  e sul comportamento dei tre Carabinieri e l’amico di Ramy, Faras che guidava il motorino, si sta occupando la Procura di Milano. I militari sono accusati di  omicidio colposo. Il giovane invece è indagato per omicidio stradale  e resistenza al pubblico ufficiale.

” Ho visto morire mio figlo per la seconda volta” ha detto il papà di Ramy Elgaml ad un giornale torinese, dopo aver visto il filmato. “Quel carabiniere non ha figli e non può capire. Quello che dice il carabiniere bene, quando i ragazzi sono caduti, non va bene per niente, anche se non tutti i carabinieri sono uguali. Quelli sono sbagliati. Con un cane a terra si sarebbero fermati”  – ha aggiunto il papà della giovane vittima.

a cura della redazione

 

 

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