Si è spenta Angela Luce, artista universale dello spettacolo

Napoli e tutto il mondo dello spettacolo, dal teatro al cinema, piangono la morte di Angela Luce. L’artista napoletana ha chiuso gli occhi per sempre all’età di 87 anni. La sua carriera lunghissima inizia addirittura all’età di  14 anni quando fa la sua prima apparizione davanti al pubblico alla Piedigrotta Bideri con il brano “Zi Carmili.”

Il suo cammino

Forse Angela era una predestinata.  Esibirsi da giovanissima,  in un momento cruciale, come l’adolescenza non è mai facile per nessuno. ma il suo coraggio, la passione l’hanno portato ad emergere in tutti  campi dello spettacolo; dalla canzone, al teatro per finire al cinema. In campo musicale la sua canzone “Ipogrisia” arrivò seconda al Festival di Sanremo nel 1975, diventando un classico internazionale.

Nel campo teatrale e cinematografico l’artista come l’ha definita Eduardo De Filippo, è stato una forza della Natura. Come attrice debutta nel 1956  nel film  “Ricordati di Napoli”  sotto la regia di Pino Mercanti. Famosi alcuni suoe pellicole come “Signori si nasce” di Mario Mattoli, “A noi piace freddo,”  “Letto a tre piazze” insieme a Totò e Peppino De Filippo. Tra le sue  interpretazioni più importanti il Decamerone di Pier Paolo Pasolini, film che le permise di conquistare il premio Reggio d’oro della città di Caserta, a cui ha fatto seguito la Medaglia  d’oro a San Vincent  all’anteprima del cinema Mondiale. L’artista vinse anche il Davide di Donatello  con “L’amore molesto” di Mario Martone e due nomination, una d’argento con  “la seconda notte di nozze” di Pupi Avati e una Palma d’oro  a Cannes.

Angela Luce visse gran parte della sua vita con un produttore cinematografico con cui ebbe il figlio Vittorio  che morì per una grave malattia. Una storia, un amore che non poteva non lasciare un segno tristissimo nel corso della sua vita.

Angela, una grande  luce nello spettacolo 

La sua morte comunque lascia un’eredità immensa nel campo dello spettacolo e della cultura italiana. Nei commenti lasciati nei post non ci sono lacrime, ma gratitudine, perchè in fondo l’arte, quella vera, supera il tempo e continua a vivere.

 

a cura della redazione

 

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