Medio Oriente. Viva la Pace, ma c’è molto da fare

Editoriale 

E’ tregua o pace?
di Gigi Rubino 

Il cessate il fuoco e soprattutto la fine del  raccapricciante genocidio che ha ucciso un’infinità di bambini sembra imminente. L’accordo firmato in Egitto andrà però in vigore soltanto dopo una riunione del governo di Israele.  A festeggiare lo stop omicida dei bombardamenti di Israele che continuano, nel frattempo, incessantemente sulla Striscia di Gaza, non è solo il popolo palestinese e quello israeliano, ma anche il presidente americano Donald Trump, che dovrebbe presto recarsi in Egitto, forse già domenica 12 ottobre, per poi puntare al Nobel per la Pace.

Entro martedì gli ostaggi torneranno a casa. Nel frattempo, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che non ha fatto nulla per infondere la pace tra le due nazioni in guerra, esalta le gesta del “fratello” americano Trump che domina il mondo e decide per gli altri, forse  per mostrarsi bello di fronte al mondo, vantarsi di essere il migliore politico che cuce e disfa a sua idea e somiglianza. Tutto dopo aver venduto una consistente porzione di armi, intascato dollari in quantità, arrichendo gli armieri americani e di  altre nazioni europee,  che di armi ce l’hanno in quantità. Eccome!

Si spera ora che dopo lo sfogo con le armi, in Medio Oriente  possa nascere veramente una pace duratura per la salvezza del mondo, per una fratellanza e una libertà  che spesso invocano tutti,  ma che  in realtà finiscono per  crollare in poco tempo.  Fondamentale, a questo punto, dare vita alla realizzazione di due Stati, riconoscere la Palestina, non desiderando  “la terra d’altri”   ponendo pertanto  fine anche all’occupazione nella Cisgiordania, perchè tutti hanno il diritto di vivere.

Gigi Rubino

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