Oggi 12 giugno ricorre la Giornata Mondiale contro lo sfruttamento del lavoro minorile. Nell’occasione l’Unicef ha presentato il 3° Rapporto statistico “Lavoro minorile in Italia: rischi, infortuni e sicurezza sui luoghi di lavoro” negli anno post Covid 19.
Cifre impressionanti si sono registrati lo scorso anno sul numero di minori cha lavorano a partire dai 15 ai 17 anni d’età. Oltre 80 mila con un incremento sempre più alto a partire dal 2021 quando i ragazzi lavoratori erano 51. 845.
Le regioni con più alta percentuale di piccoli lavoratori sono: Trentino Alto Adige, con poco più del 21%, Valle d’Aosta con oltre il 15% l’Abbruzzo ( + 8, 46%), Marche (+ 7, 57%), Puglia ( + 6, 24% ). Sardegna ( 6,24%).
Dati da prendere in considerazione sono anche quelli sugli infortuni sul lavoro che sono andati via via aumentando nel corso degli anni. Dai 5 e poco più del 2020 si è passati ai 18,825 del 2023.
Il 55% delle denunce per infortunio con esito mortale nel quinquennio 2019/2023 per lavoratori minorenni sono Lombardia, ( 20,89%), Veneto ( 12,06%), emilia Romagna (10,99), Piemonte ( 8,91%), e Trentino Alto Adige ( 6,81).
Gli infortuni mortali accettati e positivi non considerano quelli che rientrano con carenza di documentazione, persona e attività non tutelata, morte non riconducibile all’evento ed altre cause.









