2 agosto 1980, una data e non solo un ricordo. Sono passate 46 anni, ma la tragedia alla stazione ferroviaria di Bologna non si può e non si deve dimenticare. Ben 85 furono le vittime. Oltre 200 i feriti. L’orologio della stazione segnava le 10,25. Poi l’esplosione e la scena strazziante tra il fumo agre, con gente immersa nel sangue e nel dolore.
La strage è stata ricordata nel capoluogo emiliano con un corteo che ha raggiunto piazza Medaglia d’Oro, nei pressi della stazione, dove erano presenti cittadini, parenti delle vittime, rappresentanti delle Istituzioni nazionale e locali.
A prendere la parola il presidente dell’associazione dei Familiari delle Vittime, Paolo Lambertini, il sindaco della città, Matteo Lepore. Presenti anche i familiari di Fakir, il giovane morto giorni fa dopo un fermo violento da parte di alcuni poliziotti.
“Vogliamo che si faccia chiarezza sulla strage” ha detto Lambertini. “La strage di Bologna – ha aggiunto il sindaco di Bologna, Lepore – è una guerra sporca legata a strategie come l’avanzata del partito comunista, condizionando nel contempo la vita democratica del Paese tramite violenza politica.”
Nel suo messaggio il presidente Sergio Mattarella ha rilanciato l’impegno a salvaguardare il futuro, costruendo libertà. giustizia e democrazia. Fare giustizia – ha sottolineato il capo dello stato è vittoria della democrazia. ”
a cura della redazione









