Strage di Amendolara. Imponente protesta nel Cosentino. Cgil: “Basta sfruttamento sul lavoro”

Un nutrito numero di persone, tra cui molti braccianti  stranieri, lavoratori di tutta Italia, il segretario nazionale della Cgil, Fausto Landini e quello della  Flai Cgil,  Giovanni Minnini, insieme a esponenti politici Elly Schein del Pd, rappresentanti del M5S, Rifondazione comunista, Libera, Lega Ambiente, Anpi  hanno sfilato per le vie di Amendolara, comune in provincia di Cosenza, per dire no al preoccupante fenomeno del caporalato, dopo la brutale uccisione di quattro giovani braccianti agricoli Amin, Ullah, Amjad e Waseem, uccisi e bruciati nel rogo di un minivan dopo aver richiesto la normale regolarizzazione e una paga adeguata alle loro mansioni.

“Bisogna dire basta, uscire dall’ipocrisia a questo sistema sbagliato di fare impresa, basato sullo sfruttamento. Gli ispettorati sono chiamati a fare quello che dovrebbero fare, eseguire controlli capillari  – ha detto il segretario nazionale della Cgil, Maurizio  Landini a Amendolara davanti a poco più di tremila persone, presenti con bandiere soprattutto rosse del sindacato Cgil,  partiti politici della sinistra, rappresentanti del comune tra cui il sindaco della città e tanti altri dei vari comuni calabresi,  insieme a tanto altri  ad associazioni come Lega Ambiente e Libera.

“Bisognerebbe rafforzare la legge sul caporalato,mettendo maggioi risorse e attuare il sequestro preventivo della aziende che impiegano operai, soprattutto stranieri che spesso diventono vittime dei più forti con paghe misere ed insuffienti per le famiglie.

La gente grida “Basta morti e clandestinità” Si chiede sicurezza e legalità sui posti di lavoro senza sfruttamento. Il lavoro è un diritto si, ma senza sfruttamento.”

a cura della redazione

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