Dieci anni fa il terremoto di Amatrice. “Una tragedia ancora da risanare”

Amatrice, piccolo comune del Lazio, non dimentica il terremoto di dieci anni. Era il 24 agosto del 2016. Sotto le macerie persero la vita ben 239 persone, molte delle quali native del paese.

La cerimonia di quel terribile giorno è stato ricordato già nella notte con una fiaccolata notturna e alle 3,39, ora del sisma, i fatidichi 239 ritocchi che hanno reso omaggio alla memoria delle vittime di una tragedia che ha segnato tanto dolore non solo ad Amatrice, ma in tutta Italia.

Una tragedia che ancora oggi si vedono i segni, con la ricostruzione che non è stata completata con un gruppo consistente di abitanti che vivono ancora  in prefabbricati costruiti a pochi mesi dalla catastrofe naturale. Finora i lavori, quasi 15 mila, sono stati conclusi in forma privata. La ricostruzione pubblica va infatti avanti a rilento, spesso con intoppi burocratici, nei centri storici, comprendenti oltre Amatrice, anche frazioni più piccole come Arquata e Accumoli.

Al decimo anniversario della strage sul posto presenti oltre il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, la premier del Consiglio Giorgia Meloni che giunta in elicottero, si è recato poi al Monumento alle vittime nel Parco Don Minozzi e alla Santa Messa celebrata dal cardinale Zuppi, deponendo prima  una corona  in memoria delle persone morte sotto le macerie, dicendo chiaramente che il governo non intende fermarsi e andrà avanti per garantire non solo nuovi edifici, ma una rinascità globale del territorio.

“Il terremoto di Amatrice  funge da monito costante per potenziare i meccanismi di prevenzione ed intervento da attuare al verificarsi dei fenomeni sismici. I volontari accorsi numerosi  da tutta Italia in un’opea di grande generosità e l’aiuto delle Autorità di primo soccorso hanno portando un veicolo di speranza e ripartenza con la nuova Ricostruzione – ha specificato Mattarella in un  suo messaggio

a cura della redazione

CONDIVIDI ARTICOLO

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *