Si è spento il cantante Peppino Di Capri. Definito rivoluzionario della musica italiana tra gli anni 50 e 70, l’artista caprese ha deliziato con i suoi brani non solo l’Italia, ma tutto il mondo. Aveva 87 anni. Il suo cuore ha cessato di battere nella sua terra, l’isola di Capri. Da tempo combatteva contro una malattia. Cantautore prima, pianista ed attore poi, Peppino seppe raccontare l’amore, citando spesso Napoli e l’isola della Grotta azzurra.
Che sarebbe diventato un grande della musica lo si intuiva quando, l’artista a 14 anni, era già un’attrazione nei night, interpretando classici napoletani e successi del momento.
La sua carriera prende il volo, quando in una vacanza a Ischia, un discografico della Carish gli propone di incidere non solo un disco, ma un Lp e tre 45 giri. “Nun è peccato” “Malatia” e “Let Mc Cry”.
Di Capri, grandi successi con amori infiniti ed anche amari
Nel 1963 vince il cantagiro con “Roberta” dedicata alla moglie dalla quale divorzierà poco dopo. Nel 1964 partecipa ad una tournee italiana con i Beatles. Nel 1967 debutta al Festival di Sanremo. Tre anni dopo trionfa al Festival di Napoli con “Me chiamme ammore.” I successi si susseguono. Negli anni settanta vince due volte il Sanremo, con “Un grande amore e niente più” e “Non lo faccio più.” Nel 2023 gli viene consegnato il Premio alla Carriera sempre nella “città dei Fiori”
Nella sua lungimirante carriera, Di Capri seppe unire ritmi swiong e boogie woogie, cioè classici della tradizione con classici degli anni Cinquanta. Uno dei suoi grandi dischi fu “Luna caprese” di Cesareo E Ricciardi.
Il suo cavallo di battaglia fu però la canzone “Champagne” del 1973. Il brano è una ballata malinconica, un soft elegantissimo, che vuole raccontare di un amore perduto finito con un brindisi amaro. Emozionante diventa il brano, quando il cantante in un urlo quasi liberatorio, davanti ad una bottiglia, in questo caso senza bollicine, pone fine in solitudine ad un amore vissuto con grande intensità.
I funerali si terranno domenica 12 luglio alle 17,00 nella chiesa di Santo Stefano, a Capri, non lontano dalla storica piazzetta dell’isola azzurra
a cura della redazione ( Rubigigi)









