Una potente esplosione si è verificata in Pakistan in una moschea sciita imambargah Khadija Tul Kubra, in zona Tarlai alla periferia sud est della capitale Islamabad. Lo scoppio si è verifivato durante la preghiera del venerdi. Il bilancio provvisorio è di 31 morti e ben 169 feriti, alcuni in codice rosso. Gli ospedali della capitale stanno lavorando senza sosta per far fronte ad una situazione drammatica.
Secondo quanto ricostruito dalla polizia, l’attentatore è stato bloccato all’subito dopo all’uscita della moschea, non prima di alcuni colpi di pistola tra polizia ed attentatore che vistosi quasi accerchiato, ha tentato prima la fuga e poi si è fatto esplodere in aria all’interno del luogo del culto, mentre, a quanto sembra, molti fedeli erano riuniti in preghiera.
Non si sa se l’uomo appartanesse ad un gruppo terroristico, anche perchè non esiste per ora nessuna rivendicazione dell’attentato. Le autorità sospettano che l’azione sia stata ordinata da formazioni militanti contrari ai sciiti tra cui il Tehreek e Taliban Pakistan o lo Stato Islamico che da tempo, anche se separati, sostengono le azioni dei talebani- afghani.
L’attentato, purtroppo non è il primo che accade. Nel novembre 2025, un’ esplosione aveva distrutto un Tribunale. Sulla strage sono intervenuti il Primo Ministro, Shehbaz Sharif e il Presidente Asif Ali Zardari definendo l’attacco un crimine contro l’umanità, assicurando piena luce e giustizia per gli innocenti morti.
L’opposizione, legate all’ex premier Imran Khan, accusano il governo di aver fallito nella protezione di sicurezza dei cittadini. A Islamadad sono in corso controlli nei quartieri periferici per smantellare eventuali cellule che abbiano fornito supporto logistico per la strage.
a cura della redazione









