Attaco USA all’ Iran. Trema il mondo. Violati i diritti internazionali

Quello che si temeva è successo. La guerra in Medio Oriente assume proporzioni più vaste. Nella scorsa notte, Donald Trump ha ordinato all’esercito americano di attaccare tre siti nucleari  dell’Iran.

Accanto ad Israele, in guerra, ci sono ora anche gli Stati Uniti. I bombardieri americani B-2 Spirit hanno centrato gli obiettivi. Rasi  al suolo i centri nucleari di  Fordow, Natanz e Isfahan. Utilizzate nell’occasione le bombe americane  anti bunker, la  GBU -57 MOP, lanciate  da piattaforme navili, capace di annientare nascondigli difficili, come quelli sotterranei, con assoluta precisione e profondità che provocano onde d’urto devastanti e missili da crociera Tomahawh partiti da una distanza di circa 640 chilometri.

Esulta il presidente Trump che ha  ringraziato i bombardierii e ha twittato: ” Fordow non c’è più. In una dichiarazione quanto mai contradditoria, il capo della Casa Bianca ha  poi detto: ” Adesso possiamo fare la pace.”

Il primo ministro israeliano, Netanyahu,  ha definito la decisione di Trump coraggiosa, ribadendo che la forza viene prima della pace. Poi ha confermato che  l’obiettivo di Israele rimane  la distruzione della Repubblica dell’Iran. Al popolo  iraniano ha rivolto anche un appello  per la libertà che certamente non calma le acque  e che potrebbe provocare un caos nell’intero paese. Possibile quindi una rivolta contro il regime? Vedremo.

intanto, il segretario alla Difesa USA, Pete Hegseth  che nella giornata di domenica terrà una Conferenza al Pentagono per illustrare i dettagli dell’ operazione denominata “martello di mezzanotte,” ha invitato il nemico di non attaccare le forze americane, perchè sarebbe un grave errore per l’Iran e per i suoi proxy.

Sul fronte iraniano il ministro degli Esteri Araghchi ha replicato accusando gli Stati Uniti di non aver messo in atto la diplomazia. L’Iran – ha detto – non ha sbagliato. In una conferenza stampa, Araghchi ha chiesto una condanna  internazionale degli attacchi americani al suo Paese. Siamo stati aggrediti ed è legittimo rispndere all’autodifesa. Lo faremo finchè sarà necessario” – ha precisato  il ministro ai giornalisti che domani incontrerà a Mosca il presidente russo  Putin.

Nel frattempo, obiettivo delle ultime ore del parlamento iraniano è chiudere lo stretto di Hormuz, via di comunicazione importantissima per il commercio internazionale  del petrolio e del gas naturale e che porterebbe all’ulteriore  aumento globale dei prezzi dei prodotti e un rischio per l’economia anche per l’Iran che fornisce petrolio in grande quantita soprattutto alla Cina.

 

G. R ( redazione retewebnotizie)

 

 

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