Il doppio gioco della Meloni: “Andrò a votare, ma non ritiro le schede”

Mentre il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha ricordato la nascita della Repubblica, nata sotto i principi della libertà, democrazie e pace, ci sono personaggi delle istituzioni, uomini o donne elette dal popolo con il voto, che invitano i cittadini a non recarsi alle urne l’8 e il 9 giugno 2025 e segnare con una x il si ( che vuol significare abolizione) o un no ( conferma delle leggi attuali) ai cinque quesiti referendari, di cui quattro riguardano la disciplina sul lavoro ed uno sulla cittadinanza italiana.

Senza logica le dichiarazioni della premier Meloni che ha dichiarato: ” Vado al seggio, ma non ritiro le schede. Una forma di protesta diversa dagli altri esponenti politici di destra che non si recheranno alle urne, ma che camuffa un’atteggiamento che chiarisce le sue speranze e la sua opposizione “nascosta” al referendum  che pesta in pieno la politica de goveno antidemocratico.

Bisogna ricordare agli elettori che chi va a votare e rifiuta le schede nel referendum non verrà conteggiato tra gli elettori che avranno votato. Perchè non ritirare le schede vale come non votare.

Una scelta indecorosa che dal un politico è inaccettabile. La democrazia, quella vera dei cittadini,  ricordiamo a tutti  che si esprime solo con il voto, specialmente quando poi c’è la possibilità di cambiare in meglio il nostro Paese.

 

a cura della redazione

 

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