Offensiva dei ribelli jihadisti che in Siria si sono impossessato di una caserma di sicurezza governativa nella città di Homs, a nord di Damasco.
Tutto questo, mentre le forze governative sono in ritirata, mentre quello russo ha lasciato il paese. Obiettivo del gruppo ribelle, dopo che sono entrati ad Aleppo e Hama ed anche a Suwayda, è conquistare Damasco.
Abu Mohammed al – Jawlani, capo di Hayat Tahrir al Sham, ha incitato i ribelli a proseguire per la conquista totale di Damasco.
Il ministro della Difesa dell’esercito siriano, smentisce il loro ritiro, come invece è sostenuto dal gruppo jihadista. Assad in effetti è a Damasco ed è deciso ad andare avanti. Non si parla quindi di resa o ritiro finora.
Il comandante degli insorti Hassan Abdel Ghani, nel frattempo, ha assicurato le comunità religiose e le minoranze siriane che non corrono alcun pericolo, augurandosi che queste possano sostenere i movimenti dei rivoluzionari per uscire dallla tirannia e dal settarismo, che, secondo Ghani, sta finendo.
Russia, Turchia ed Iran hanno intanti rivolto un appello congiunto per la fine dei combattimenti in siria, attentendosi un dialogo tra il governo e l’opposizione, mentre i paesi confinanti chiudono le loro frontiere.
Il ministri degli esteri russo, Lavrov ha assicurato che continuerà a stare con le forze governative di Damasco e cercherà di fronteggiare i ribelli con interventi militari dall’alto.
L’offensiva dei ribelli è stata invece accettata con soddisfazione da governo turdo di Erdogan Turchia, dopo il rifiuto di Assad sul futuro della Siria.
L’Onu ha disposto l’evacuazione da Aleppo a Damasco, mentre il governo italiano e il ministro degli Esteri Tajani seguono con attenzione la situazione dei 300 italiani in Siria. “Faremo in modo che tutti coloro che vogliono lasciare la Siria possano farlo.” – ha detto il titolare della Farnesina.









