Ha preso il via a Firenze la seconda edizione del Forum Internazionale del Turismo.
L’evento anticipa di 5 giorni il primo G7 che si terrà nel capoluogo toscano. Presenti assessori regionali, sindaci, imprese, associazioni di categorie.
Ad aprire la due giorni, che proseguirà domani 9 novembre, i saluti del presidente del Senato, Ignazio La Russa, della sindaca di Firenze, Sara Funaro e del presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani. Alla kermesse è intervenuto anche la ministra del Turismo Daniela Santanchè.
Obiettivo del Forum è mettere a punto un “patto per il Turismo” sulle sfide di oggi e domani del settore.
Il programma è articolato in dieci panel, sotto la direzione di Nicola Porro. Temi principali in discussione: Giubileo, Innovazione, Nuve competenze, Qualità, Sostenibilità, Crescita, Accessibilità, Benessere, Blu e Montagna.
Si spazierà dalla crescita economica alla formazione, competenze e accessibilità al turismo montano e marittimo, al turismo all’aria aperta, al benessere e alla qualità delle offerte in ambito turistico.
Sul palco presente anche il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, monsignor Rino Fisichella, responsabile del Giubileo 2025, il presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca.
Per l’evento attesi anche numerosi assessori e presidenti di altre regioni d’Italia che avranno l’occasione per dibattere di mare e soprattutto di montagna, in vista dei prossimi Giochi olimpici invernali di Cortina – Milano del 2026.
Turismo è anche valorizzare il grande patrimonio culturale ed attrattivo del nostro Paese
Il turismo – ha detto Eugenio Giani, presidente delle Regione Toscana, – permette di valorizzare il patrimonio intellettuale, sociale e culturale e l’attrazione dei nostri beni naturali ed artistici. Non bisogna guardare solo il Pil, ma anche ad un Paese così attrattivo come l’Italia.
La Toscana – continua Giani – è una regione che ospita 48 milioni di persone ogni anno e per chi arriva qui per un solo giorno, non si lascia scappare l’occasione per una passeggiata nella nostra città. Le istituzioni quindi devono incentivare e governare questi flussi, indirizzandoli anche verso le quasi seimila strutture agrituristiche presenti sul territorio toscano come quelle del Chianti e della Val d’Orcia – ha spiegato Giani.
D. N.









