Il livello di cultura, istruzione dei giovani del 2000 è ancora di basso livello. In Italia, infatti, solo 43mila hanno la licenza media. La fascia di abbandono scolastico è quella che va dai 18 ai 23 anni, cioè i ragazzi che hanno provato a frequentare gli istituti superiori e che poi nel corso degli anni hanno abbandonato gli studi, senza aver nemmeno concluso un corso di qualificazione professionale di almeno due anni.
I dati arrivano dalla Cgia, Conferazione Generale Italiana Artigiani, su dati Istat ed Eurostat.
Il problema dell’abbandono scolastico si evidenzia soprattutto nel meridione d’Italia, anche se il fenomeno in negativo si avverte, in percentuale certamente minore, anche in alcune zone del Nord del Paese.
L’abbandono degli studi da parte dei giovani in particolare nelle scuole superiori – secondo la Cgia – potrebbe essere causato dall’insoddisfazione di trovare una offerta formativa che si addice ai gusti dei ragazzi.
La regione in cui si riscontra il maggior numero di ragazzi che hanno lasciato la scuola nel 2023 prima del 18esimo anno è la Sardegna con una percentuale del 17,3%. seguita dalla Sicilia con il 17,1% e la provincia di Bolzano con il 16,2%, la Campania ( 16%) e la Calabria (11,8%).
Dati insoliti, forse inaspettati, si riscontrano se aggiungiamo i dati europei dell’abbandono scolastico. Italia e Cipro sono al terzo posto con la maglia nera che va alla Spagna con una percentuale del 13,7% e alla Germania con il 12,8%.
Ecco quindi che un sostanzioso aiuto di formazione è stato dato ai giovani dal lavoro inclusivo partito dagli Istituti di Istruzione e Formazione Professionale, che sono diventati un salvataggio anche per i ragazzi stranieri e gli studenti reduci da precedenti flop scolastici.









